La richiesta di risarcimento per lo schiavismo si è sviluppata negli Stati Uniti d'America a partire dalla sua abolizione nel 1865.
Lo stesso anno, subito dopo la fine della guerra civile e la sconfitta degli Stati confederati, il generale William Tecumseh Sherman emise l'Ordine campale speciale numero 15 per risolvere temporaneamente il problema delle masse di schiavi liberati. Ad ogni famiglia vennero dati 40 acri di terra arabile e un mulo di cui l'esercito non aveva più bisogno. Circa 40.000 schiavi liberati furono sistemati su 1.600 chilometri quadrati in Georgia e Sud Carolina. Il presidente Andrew Johnson annullò però l'Ordine subito dopo l'assassinio di Lincoln e la terra fu restituita ai grandi proprietari terrieri.
Nel 1867 il deputato Thaddeus Stevens presentò un disegno di legge per la redistribuzione di terre agli afroamericani che però non fu approvato.
Alcune istituzioni religiose promuovono le riparazioni
Il 4 maggio 1969 James Forman, portavoce della Conferenza nazionale per lo sviluppo economico nero (NBEDC), presentò nella chiesa cristiana di Riverside a New York negli Stati Uniti il Manifesto nero, chiedendo alle chiese cristiane bianche e alle sinagoghe ebraiche cinquecento milioni di dollari di risarcimenti per la popolazione afroamericana.
Nei decenni seguenti vi sono state occasionali presentazioni di scuse da parte di alcune istituzioni religiose.
L'8 dicembre 2000 le Suore della carità di Nazareth, le Suore di Loreto ai piedi della Croce e le Religiose domenicane di Santa Caterina da Siena in Kentucky negli Stati Uniti si sono scusate per l'utilizzo di schiavi nel XIX secolo.
“… E non facciamoci nessuna illusione sul fatto che questa intersezione di crisi potrebbe metter fine agli aggiustamenti strutturali o far emergere un nuovo tipo di “socialdemocrazia globale”. Come abbiamo visto ripetute volte nello scorso decennio, il capitale spesso coglie nei momenti di crisi l’opportunità per implementare cambiamenti radicali che in precedenza erano bloccati o apparivano impossibili.”...
"La nonviolenza è la legge della nostra specie, come la violenza è la legge delle creature brute. Lo spirito giace sopito nel bruto, che non conosce altra legge che quella della forza fisica. La dignità dell'uomo richiede obbedienza a una legge più alta, alla forza dello spirito."