Più slancio nella richiesta di riparazioni CARICOM

Colonialism Reparation incoraggia i membri della Comunità Caraibica (CARICOM) ad avere più slancio nella richiesta di riparazioni per il genocidio dei nativi e lo schiavismo nonostante rifiuti e boicottaggi da parte dei colonizzatori.

In questi ultimi anni è aumentata la pressione sugli Stati membri della Comunità Caraibica (CARICOM) per lasciar cadere la richiesta di riparazioni per il genocidio dei nativi e lo schiavismo con rifiuti e boicottaggi da parte dei colonizzatori (Francia, Regno Unito, Stati Uniti, ecc.), ma nonostante ciò ci sono state molte iniziative.

Il 21 febbraio 2018 a Kingston in Giamaica il Presidente della “Commissione CARICOM per le Riparazioni” Hilary Beckles ha denunciato la scandalosa notizia che il Governo britannico ha finito di restituire solo nel 2015 un prestito pari a 20 milioni di sterline dell'epoca (circa 76 miliardi di sterline attuali) per risarcire gli schiavisti (e non gli schiavi!) a seguito dell'abolizione dello schiavismo nel 1834.

Il 10 maggio 2018 a Caracas in Venezuela il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha presieduto la Giornata mondiale per i diritti dei popoli di discendenza africana dal titolo Riparazioni: dalla resistenza all'azione iniziando una riflessione sistematica sul tema delle riparazioni.

Il 27 settembre 2018 a New York durante il Dibattito generale della 73ma sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite il Primo ministro di Saint Vincent e Grenadine Ralph Gonsalves ha affermato che [...] la nostra storia condivisa di lotta contro l'oppressione e lo sfruttamento coloniale ispira [...] il nostro continuo perseguimento della giustizia riparatrice per le vittime del genocidio dei nativi e dello schiavismo [...].

Il 10 giugno 2019 a Kingston in Giamaica la Vicepresidente della “Commissione CARICOM per le Riparazioni” Verene Shepherd ha annunciato l'espansione della lista dei paesi a cui chiedere riparazioni a Svezia, Svizzera, Russia, Norvegia, Città anseatiche (Germania, Polonia, Paesi Bassi, ecc.), Brandenburgo (Germania) e Ducato di Curlandia (Lettonia).

Il 27 settembre 2019 a New York durante il Dibattito generale della 74ma sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite il Primo ministro di Antigua e Barbuda Gaston Browne ha affermato che [...] il sottosviluppo e la vulnerabilità finanziaria sono stati creati da secoli di sfruttamento in schiavitù e lavoro forzato per cui non è stato dato nessun risarcimento. Le nazioni europee coinvolte dovrebbero offrire riparazioni per compensare il loro sviluppo sulla schiena della nostra gente [...].

Il 10 ottobre 2019 a Bolans in Antigua e Barbuda durante il simposio su Sistema bancario occidentale, colonialismo e riparazioni organizzato dalla CARICOM il Primo ministro di Antigua e Barbuda Gaston Browne ha proposto una tassa annua globale dell'1% nei confronti dell'1% più ricco per far fronte alla sacche di povertà nei paesi ex colonizzatori e alle riparazioni nei paesi ex colonizzati.

Il 23 ottobre 2019 a Dakar in Senegal durante l'incontro regionale africano per il Decennio internazionale per le persone di discendenza africana organizzato dalle Nazioni Unite l'Ambasciatore delle Barbados alla CARICOM David Comissiong ha contestualizzato e riassunto la richiesta di riparazioni per il genocidio dei nativi e lo schiavismo lanciata nel 2013.

Colonialism Reparation incoraggia i membri della Comunità Caraibica (CARICOM) ad avere più slancio nella richiesta di riparazioni per il genocidio dei nativi e lo schiavismo nonostante rifiuti e boicottaggi da parte dei colonizzatori (Francia, Regno Unito, Stati Uniti, ecc.).