Newsletter 07/12 - Il Regno Unito rispetti le risoluzioni delle Nazioni Unite

Alla creazione delle Nazioni Unite nel 1945, settecentocinquanta milioni di persone, ossia circa un terzo della popolazione mondiale, viveva in territori che non erano autonomi e che dipendevano dalle potenze coloniali.

Da allora più di ottanta nazioni i cui popoli vivevano sotto il dominio coloniale hanno aderito alle Nazioni Unite come stati sovrani e indipendenti, ma rimangono oggi sedici territori non autonomi. Una decina sono ancora colonizzati dal Regno Unito, tre dagli Stati Uniti ed uno rispettivamente da Francia, Marocco e Nuova Zelanda.

Le isole Falkland/Malvinas, situate a circa 500 Km dalla coste argentine e circa 12.300 Km dalle coste britanniche, sono una colonia dal 1833, periodo in cui furono deportati gli abitanti argentini e da allora sono popolate quasi interamente da cittadini britannici. Il Regno Unito propone un referendum in cui venga chiesto loro di scegliere se vogliono essere sudditi inglesi o cittadini argentini, mentre l'Argentina afferma che le isole sono parte integrante del proprio territorio nazionale e quindi non importa chi le abita.

Il 14 giugno 2012 la Presidente argentina Christina Fernández de Kirchner è intervenuta alla riunione del Comitato speciale sulla decolonizzazione delle Nazioni Unite rinnovando la disponibilità argentina all'apertura di un negoziato e chiedendo che il Regno Unito faccia altrettanto, come richiesto da una decina di risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e da una trentina di risoluzioni del Comitato stesso.

Colonialism Reparation appoggia la richiesta del Governo argentino che il Regno Unito rispetti le risoluzioni delle Nazioni Unite e apra un negoziato sul territorio delle isole Falkland/Malvinas e sugli altri nove territori da lui ancora colonizzati (Anguilla, Bermuda, Isole Vergini Britanniche, Isole Cayman, Montserrat, Sant'Elena, Isole Turks e Caicos, Gibilterra e Pitcairn).