Neocolonialista è l'Occidente, non la Cina

Colonialism Reparation chiede che l'Occidente neocolonialista smetta di usare la Cina come capro espiatorio e presenti invece scuse e risarcimenti alle ex colonie, tra cui anche la Cina.

Il 3 maggio 2014 il Primo ministro cinese Li Keqiang dichiara che "nella sua cooperazione con l'Africa, la Cina ha sempre sostenuto i principi di uguaglianza, mutuo vantaggio, risultati tangibili, efficacia, sincerità e credibilità e non ha mai posto condizioni politiche per la sua assistenza all'Africa", rispondendo alle accuse di neocolonialismo cinese.

Il 7 settembre 2013 il Presidente cinese Xi Jinping aveva fatto una delle prime proposte cinesi di respiro internazionale: la costruzione di una nuova Via della seta terrestre e marittima che rinforzi la cooperazione euro-afro-asiatica e permetta lo sviluppo delle nazioni coinvolte, completamente ignorata dall'Occidente.

Proprio quell'Occidente che sta ora cercando di usare la Cina come capro espiatorio nel tentativo di nascondere la prosecuzione delle proprie imprese neocolonialiste, mascherate negli ultimi anni da interventi umanitari per onorare la responsabilità di proteggere. Scorrendo l'elenco degli interventi di questi ultimi decenni del Regno Unito, della Francia, degli Stati Uniti, della NATO e della Cina è evidente chi ha oggi bisogno di proteggere i propri interessi con la forza militare.

Colonialism Reparation chiede che l'Occidente neocolonialista smetta di usare la Cina, potenza mondiale emergente in modo pacifico, come capro espiatorio e presenti invece scuse e risarcimenti alle ex colonie, tra cui anche la Cina, occupate militarmente negli ultimi secoli.